l'educazione non s'impara.
Allora è così che si fa, ascolta.
No no, non mettere fra i denti il cavo del computer.
Di nuovo, riproviamo. Vedi, è importante che tu sia ben
educato, perché c’è un buon settantacinque per cento di cose che imparerai adesso
che influenzeranno il resto della tua esistenza.
Ottanta per cento in certi casi. Dipende.
E quindi devi essere una spugna. No, non nel senso che puoi rovesciare tutta
l’acqua per terra, che qui è già un bel pantano. Adesso è il momento di
assorbire tutto quello che i tuoi occhi piccoli e neri riescono a catturare,
ogni odore sparso nell’aria di questa casa e di questi balconi, qualunque rumore
che ti suona come nuovo, tutto da esperire, apprendere, catalogare e conservare
per l’uso.
Come dici? Si esatto, prendi l’arte e mettila da parte,
giusto.
Ma dove hai imparato…vabè, lasciamo stare.
L’importante, ti dicevo, è non perdere la concentrazione. Se
perdiamo la concentrazione è finita per entrambi.
No perché è giusto che tu lo sappia, non sarà sempre coccole
e palle di gomma.
Perché mi incazzerò e ti darò dello stupido. Mi guarderai e
ti sembrerò ridicolo mentre urlo.
Ci manderemo a quel paese finendo i discorsi a metà. Tu
piangerai e ci starai male, e io dovrò essere irremovibile, fermo come un palo.
E non credere che non ci starò male anch’io.
Non pensare che vestire l’autorità mi piaccia. Anzi, mi
riesce di un difficile stare lì a dire cosa puoi e cosa non puoi.
Ma purtroppo è così che funziona. Educatore e discepolo.
Non è servito a niente il ’68 dici?
Non lo so a cosa è servito. Forse se fossimo adesso, nel
’68, saremmo solo due amici.
Due amici anarchici magari, felici di non avere regole.
Ti piacerebbe?
Poi però non avresti bisogno di me. Né io di te.
No, neanche la notte.
Eh, sarebbe molto diverso.
Ma se non abbiamo bisogno l’uno dell’altro, se non ci
rincuora sapere che esiste una raposa ed esiste un principezinho, che senso ha
tutto questo?
Vedi, è complicato.
Io, la natura dei rapporti, non l’ho ancora capita. In tutto
questo tempo, si.
Perché ti metti a occupare il tempo in cose stupide come
comprare un nuovo lampadario, provare un paio di scarpe con gli sconti, senza
fermarti a pensare alle persone.
Si, sono strani gli essere umani.
Non è come con i biscotti.
Certo, prendine pure uno. Buono eh? No, non lo so se
contiene grassi idrogenati.
“La linea di biscotti Carrefour è ideale per la tua prima
colazione. Un buon inizio di giornata grazie a prodotti gustosi e fragranti.”
Mi sembra convincente, no?
Non lo leggo da nessuna parte. C’è un numero verde. Vuoi che
chiami? È domenica, non so.
Ah ecco, senza grassi idrogenati, è scritto qui. Ne vuoi un
altro?
Dormi?
….
C’è un odore nuovo in tutta la casa a cui dovremo abituarci.
C’è lo straccio col manico rosso sempre pronto ad essere passato per cancellare
le tracce della digestione. Ci sono i vaccini, le pillole per la svermitura, il
trattamento antiparassitario, i croccantini quelli buoni, l’acqua per terra e
la ciotola verde acqua rovesciata, gli ossi che suonano e le palle francesi, le
formiche, l’insonnia delle quattro di notte, la sveglia delle sei e delle otto
del mattino, i pianti ogni volta che si chiude la porta, le converse
rosicchiate e chissà ancora quante cose nuove da capire.
Poi ci sei tu che ti addormenti sulle mattonelle della
cucina, alla ricerca di un quadrato di freschezza,
mentre Jeff Buckley nell’altra stanza canta Halleluya.
Mi viene da dire Beato te.

Domani mattina avrò un pezzo di te in mezzo ai denti.
Non c’è pericolo, ho una fame senza fine.
Chissà se mi hai sentito o non mi hai voluto sentire.
mk.